Abbracci e baci

7 Febbraio 2010 - 14:53

A proposito del presunto avvicinamento tra Partito democratico e Italia dei valori, Pierferdinando Casini dice:

Ognuno abbraccia chi ritiene più opportuno abbracciare.

E se lo afferma un esperto come lui, uno che appena qualche giorno fa ha non solo abbracciato ma anche baciato in fronte Silvio Berlusconi astendosi sul legittimo impedimento, non ci resta che dargli fiducia.

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Pro memoria

18 Gennaio 2010 - 19:11

Esilio
Pena che consiste nell’allontanamento perpetuo o temporaneo, dalla patria.

Latitanza
Lo stato di chi volontariamente si sottrae all’esecuzione di un mandato o di un ordine di cattura, di arresto o di carcerazione.

Tenere presente il vocabolario torna sempre utile. Soprattutto di questi tempi.

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Portarsi avanti con il lavoro

14 Gennaio 2010 - 9:26

Bastano un paio di aggiustamenti e qualche modifica nel riferimento a personaggi e contesto storico e Augusto Minzolini ha già pronto un perfetto editoriale-coccodrillo da riciclare quando verrà l’ora di Silvio Berlusconi.

Magari gli toccherà farsi venire anche l’occhio lucido e versare qualche impercettibile lacrimuccia, ma il più è fatto.

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Cattive notizie

13 Gennaio 2010 - 16:13

Paola Binetti ci ha ripensato e non se ne va. Per ora. Non ci resta che confidare nel dopo elezioni.

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Senza vergogna

12 Gennaio 2010 - 10:59

Dice il ministro Angelino Alfano:

abbiamo deciso di andare avanti sulla riforma della giustizia. Partiranno immediatamente degli incontri all’interno della coalizione per definire un testo di riforma costituzionale della giustizia, la grande riforma del settore.

A parte che nessuno si era accorto che si fossero mai fermati, piuttosto erano stati fermati, mi chiedo se, magari in privato e con gli amici o i parenti più cari e al riparo di qualsiasi orecchio indiscreto, il ministro riesca a provare un certo senso di vergogna per quello che è costretto a dire e a fare per salvaguardare il proprio posto di lavoro.

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Azione e reazione

9 Gennaio 2010 - 20:17

L’aggressione contro i due immigrati di Rosarno avrebbe fatto notizia se non fosse stata seguita dalle manifestazioni che abbiamo visto? Qualcuno avrebbe mai notato che ci sono, in Italia, centinaia di persone che vivono in case fatte di cartone, senz’acqua, senza luce e senza niente, per guadagnare pochi euro lavorando 12 ore al giorno in campagna? Avremmo mai avuto la percezione che, a pochi passi da noi, potesse esistere una moderna forma di schiavitù?

Quasi sicuramente no. Nessuno se ne sarebbe accorto, i giornali ne avrebbero, forse, scritto in un articoletto di cronaca di dieci righe, i Tg l’avrebbero ignorata del tutto, preferendo altre e più “importanti” notizie.

Se l’unico modo per poter scatenare una reazione, almeno informativa, sulla realtà è quello di fare manifestazioni anche dure, arrabbiate, esasperate, allora che ben vengano.

Almeno non avremo più la scusa di poterci nascondere dietro l’ipocrisia del “non sapevo”.

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Esami e patenti

6 Gennaio 2010 - 17:02

A proposito della cittadinanza agli stranieri, Francesco Rutelli, in una intervista rilasciata al Giornale, dice:

penso che l’esperienza debba spingerci verso un percorso – tipo una “patente a punti” – al termine del quale c’è la cittadinanza italiana. Niente di burocratico, o assoggettabile a corruzione. Ma, certo, occorre anche una “dichiarazione di laicità”. Che valga per tutti, e serva per separare esplicitamente il comando religioso dai doveri verso la Repubblica

Probabilmente almeno il 90% dei politici italiani, a cominciare dallo stesso Rutelli, dovrebbe essere privato della cittadinanza italiana se il principio valesse anche per loro.

Così come la maggioranza degli italiani si ritroverebbe in condizione di clandestinità se dovesse superare gli esami di conoscenza della storia e della cultura italiana ed europea, come richiesto agli stranieri dal disegno di legge in discussione. A cominciare dal tristemente famoso figlio di Bossi, Renzo la trota, pluribocciato agli esami di maturità ma, nonostante tutto, ancora cittadino italiano.

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Memoria

5 Gennaio 2010 - 8:16

Anche il partito socialista palermitano chiede di intitolare una strada alla memoria di Bettino Craxi. Pare che abbiano già stanziato una discreta somma da distribuire ai vari funzionari per facilitare l’impresa.

Tanto per non perdere le vecchie e sane abitudini.

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Indecisi

4 Gennaio 2010 - 9:32

il terzo bersaglio è il Presidente Napolitano verso il quale non hanno neanche il dovuto rispetto istituzionale, forse perché non sopportano il ruolo al di sopra delle parti che questo Presidente della Repubblica, diversamente da altri, sta svolgendo
Fabrizio Cicchitto

la Corte costituzionale, dove 11 giudici su 15 sono di sinistra perché purtroppo sono stati eletti dagli ultimi tre presidenti della Repubblica di sinistra
Silvio Berlusconi

Che cerchino almeno di mettersi d’accordo tra di loro.

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Confessione e ricatto

14 Novembre 2009 - 17:24

O continuiamo a scontrarci sulla giustizia per i prossimi anni, oppure togliamo questo argomento dal tavolo fino alle prossime elezioni e parliamo dei veri problemi del paese.

Gaetano Pecorella, avvocato di Silvio Berlusconi e deputato pdl.

E poi dice che il problema non sono i guai giudiziari di Berlusconi.

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Gran lavoratori

11 Novembre 2009 - 16:57

corriere

E poi qualcuno dice che i parlamentari non lavorano.
Pare che se l’argomento possa essere utile al padrone riescano a stare svegli anche la notte.

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Dimmi con chi vai e ti dirò chi sei

27 Ottobre 2009 - 16:05

Pare che Piero Marrazzo sia andato a meditare sullo “scandalo” che lo ha coinvolto e lo sta portando velocemente alle dimissioni.

Dove? In una baita in montagna? In un casale di campagna a diretto contatto con la natura? In un albergo con rilassante piscina annessa? Naturalmente no. Siamo in Italia, troppo vicini al Vaticano, e per mondarsi dai propri peccati è d’obbligo andare in convento, anche se fino al giorno prima si è predicata la laicità e praticata la libertà di scelta, anche quella sessuale.

Non c’è scampo alla morale cattolica, bigotta e maschista che imperversa: se vai con le escort e poi le vuoi anche mettere in lista non solo non è necessario dimettersi (o autosospendersi) ma puoi vantartene e sostenere che rappresenti il modello che tutti invidiano e a cui tutti vorrebbero somigliare.

Se, invece, i tuoi gusti in fatto di sesso sono distanti dal sentire comune, se sei omosessuale o se vai con i trans, allora devi dimetterti, fare pubblica ammenda, andare in pellegrinaggio per chiese e conventi e, magari, metterti anche il cilicio e farti frustare.

Una cosa però è certa: non dovrebbero essere autorizzati a chiedere le dimissioni di Marrazzo tutti quelli che non chiedono o non hanno chiesto la stessa cosa a Berlusconi.

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E i pastafariani no?

18 Ottobre 2009 - 19:43

I laici finiani, con l’immediato appoggio di D’Alema, hanno estratto dal loro magico cilindro l’illuminata e folgorante proposta di istituire, oltre a quella cattolica, anche l’ora di religione musulmana nella scuola pubblica.

A questo punto non si capisce perché dovrebbero essere discriminate tutte le altre religioni, o pseudo-tali, esistenti al mondo, a partire dai buddisti per finire a scientology, passando, manco a dirlo, per il pastafarianesimo.

Ad ogni religione dovrebbe così spettare la propria ora di indottrinamento nella scuola pubblica, con il proprio corpo insegnanti, naturalmente finanziato dallo stato, i propri libri di testo, i voti in pagella e tutto il resto.

Dice monsignor Bagnasco, chiaramente contrario all’idea della perdita dell’esclusiva, che

l’ora di religione cattolica, nelle scuole di Stato, si giustifica in quanto essa è parte integran­te della nostra storia e della nostra cultura. Pertanto, la conoscenza del fatto religioso cattolico è condizione indispensabile per la comprensione della nostra cultura e per una convivenza più consapevole e responsabile.

Sulla consapevolezza e responsabilità qualche dubbio potrebbe sorgere se solo si riflettesse sul fatto che, spesso, le religioni sono state e sono causa di conflitti e violenze piuttosto che pratica di civile convivenza.

La Lega rilancia con Luca Zaia che propone, da vero liberale qual è, di rendere obbligatoria l’ora di religione cattolica per tutti gli studenti musulmani, dimenticando di aggiungere che dovrebbero seguirne l’insegnamento in ginocchio su una manciata di ceci.

La soluzione al problema della moltiplicazione all’infinito delle ore di catechismo pubblico potrebbe essere quella di eliminare del tutto l’insegnamento della religione nella scuola pubblica e affidare il compito di far comprendere la nostra cultura e le nostre radici allo studio della sola storia e, magari, di un po’ di filosofia.

Probabilmente le religioni ne uscirebbero un tantino martoriate e sminuite, vista la loro tradizione fatta non solo di innalzamento dello spirito ma anche di molta carne, tanto fuoco e sangue e immenso accumulo di ricchezza e di potere, ma, forse, i cittadini che la scuola pubblica avrebbe il compito di formare sarebbero un po’ più consapevoli e dotati di maggiori, e magari migliori, strumenti critici.

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Un signor problema

13 Ottobre 2009 - 18:41

Limitarsi a dire che per il PD la questione di Paola Binetti, che ha votato insieme alla maggioranza per affossare la legge contro l’omofobia, sia

un problema, un signor problema

come ha sostenuto Dario Franceschini non è affatto sufficiente.

Quello che ci piacerebbe capire è come intenda risolverlo il problema.

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Misteri della fede

11 Ottobre 2009 - 18:08

La sera stessa in cui venne bocciato il Lodo Alfano diversi esponenti della dstra avevano già cominciato ad intonare il pezzo di riserva nel tentativo disperato di salvare il fondoschiena del capo, con tanto di sviolinate sopette ai “padri costituenti”: l’immunità parlamentare.

E così, dopo nemmeno una settima, arriva puntuale un disegno di legge, firmato dal senatore Lucio Malan, che tenta di salvarli tutti per proteggerne uno solo. E, sia chiaro, senza il minimo rossore e nessun accenno di vergogna.

L’aspetto interessante sono le motivazioni. Dice Lucio Malan che l’istituto dell’immunità fu sopresso nel ‘93 “sull’onda della piazza” mentre il ministro Brunetta, anche lui dopo il comunque utile e doveroso richiamo ai “padri”, dice, rispondendo a chi gli chiede se non sia un provvedimento impopolare, che “non sempre quello che è giusto è popolare”.

Chissà se per Brunetta valga anche il principio opposto e, cioè, che non sempre quello che è popolare è anche giusto, visto che il capo non fa altro che richiamarsi al popolo per legittimare il proprio potere e la propria autorevolezza di fronte e contro qualunque altro organo dello stato o in contrapposizione alla stampa o all’opposizione o a chi osi criticarlo.

E poi, perché il popolo dovrebbe essere lisciato e assecondato quando fa da stampella a Berlusconi nei suoi immaginifici sondaggi e rimanere invece inascoltato popolo bue nel caso dell’immunità parlamentare?

Misteri della fede berlusconiana.

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Ma non erano comunisti pure i padri?

8 Ottobre 2009 - 9:25

In tutto il dibattito che si è aperto subito dopo la bocciatura del Lodo Alfano da parte della Corte Costituzionale c’è da registrare, tra le altre cose, uno strano slittamento comunicativo e semantico.

Fino a pochi mesi fa Silvio Berlusconi, e dietro di lui tutti i suoi seguaci, parlava della Costituzione come di una sorta di vecchio ingombro da modificare al più presto e aggiungeva

la Carta è una legge fatta molti anni fa sotto l’influenza della fine di una dittatura e con la presenza al tavolo di forze ideologizzate che hanno guardato alla Costituzione russa come a un modello da cui prendere molte indicazioni

Insomma la Costituzione era roba obsoleta e in larga parte inutile e chi contribuì a scriverla era, tra l’altro, un gruppo di temibili comunisti che guardavano all’Unione Sovietica come modello da cui trarre spunti e ispirazione.

Dando un’occhiata alle dichiarazioni di oggi di molti esponenti della destra, quelli che fino a ieri erano pericolosi comunisti riuniti attorno ad un tavolo intenti a scopiazzare la Costituzione russa si sono, improvvisamente e come per magia, trasformati in “Padri costituenti”.

Come mai? Non sarà per caso che quella espressione tanto altisonante e rispettosa serva per profumare ed addolcire (o, magari, lubrificare) la parola che le mettono sempre accanto: immunità?

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