Unica chiesa in unico stato
Dopo averli rifiutati in base ad una discutibile interpretazione del codice deontologico sulla pubblicità RAI, suscitando le proteste non solo dei diretti interessati, ma anche di esponenti del mondo politico e della società civile per una decisione che sapeva di censura, l’Ufficio Legale della Sipra, concessionaria della pubblicità RAI, ha ora espresso parere favorevole alla messa in onda degli spot radiofonici della “Campagna Valdese otto per mille”.
[...]“Prendiamo atto che la SIPRA e con essa Raitrade, e quindi la RAI, hanno cambiato idea ed hanno accettato lo spot come da noi proposto e, preso atto della nostra assoluta indisponibilità a modificarlo in nessuna delle sue parti, hanno accettato di trasmetterlo nella sua forma originaria. Siamo molto lieti di aver ricevuto un sostegno significativo da diverse parti politiche che hanno difeso il diritto di una comunità di fede a ribadire i principi con i quali partecipa ai meccanismi di ripartizione dell’otto per mille. Ci rallegriamo quindi che questo messaggio di laicità, democrazia e pluralismo possa essere mandato in onda anche sulle reti Rai. Per noi valdesi e metodisti e per le minoranze è la conferma che la fermezza dell’affermazione dei diritti di libertà è un atteggiamento che ci consente di ottenere risultati importanti”.
La vicenda, secondo l’Espresso…
La rai scomunica i valdesi
Dopo aver affollato per settimane i palinsesti con le vicende vaticane, la direzione generale della rai continua con la sua opera di sostegno d’oltretevere. Una nuova occasione è arrivata con la censura dello spot dell’8 per mille alla Chiesa valdese. Per viale Mazzini c’erano due frasi indigeste: ‘Molte scuole. Nessuna chiesa’ e ‘Nemmeno un euro viene utilizzato per le attività di culto’. Eppure la rai, che l’anno scorso aveva tranquillamente trasmesso lo spot incriminato, quest’anno ha ritenuto che violasse la norma per cui ‘la pubblicità dell’8 per mille non deve contenere valutazioni su problemi aventi natura o implicazioni di carattere ideologico, religioso, politico, sindacale, giudiziario’. Morale: la Chiesa valdese si è rifiutata di modificare il testo. E la rai non l’ha mandato in onda.
Dopo averci propinato il Papa in tutte le salse, dalla fiction ai tg, dalla radio alla santificazione per volontà di popolo e persino con raccolte di figurine di gusto discutibile (accompagnate, immagino, dalle tipiche frasi: ‘mi manca il Papa che scia…’, non riesco a trovare il Papa con Pertini…’) la Rai si esibisce in uno squallido esempio di censura.
Dopotutto è comprensibile: non si deve rischiare di distrarre il telespettatore, non gli si può dire che ci possono essere molte scuole e nessuna chiesa, non gli si può trasmettere il dubbio che ci sia qualcuno che non vuole spendere nemmeno un euro per le attività di culto.
E poi la sorpresa. Secondo il sito dei valdesi la vicenda si è risolta.
La Rai si è ravveduta e ha deciso di mandare in onda gli spot, senza modifiche…
Il cambio di posizione è avvenuto a seguito delle ‘proteste non solo dei diretti interessati, ma anche di esponenti del mondo politico e della società civile’ come sostengono i valdesi? Oppure si può avanzare il sospetto che i vertici Rai abbiano annusato l’aria, dopo i recenti risultati elettorali, e stiano quindi tentando di essere più ’sensibili’?



