Grande Fratello e Miss Italia

Il referendum sulla legge 40 lo ha votato 1 italiano su quattro, veramente troppo poco. Sono d’accordo con Michele Marziani quando scrive che

il risultato che si sta profilando rispecchia fedelmente il paese in cui viviamo.

Ma la cosa che mi fa più rabbia a questo punto è che non ha vinto un sì o un no ad una legge ma ha prevalso la posizione di chi sosteneva l’incapacità di fare una scelta su una materia troppo complicata, delegando ad altri (al Parlamento? Agli scienziati? Agli esperti?) il compito di decidere.
In base allo stesso principio, non capisco perchè dovremmo essere in grado di scegliere chi mandare in Parlamento. Anche quella è materia complicata: economia, politica estera, politica finanziaria, diritto, rapporti stato centrale/regione ecc.
Oppure bisogna ipotizzare che alle politiche votiamo in base a valutazioni di assoluta superficialità, senza capire se le persone che andiamo ad eleggere rappresentano al meglio le nostre opinioni e i nostri punti di vista su ‘materie complicate’?
Se è così allora faremmo meglio a starcene a casa anche in quelle occasioni.
Possiamo sempre decidere chi fare uscire dalla casa (del Grande Fratello) o chi è la più bella del reame.

5 commenti


  1. Maloroso ha scritto:

    Quello che non capisco io è come si possa definire troppo complicata una questione e poi affidarne la risoluzione a gente come calderoli, mastella, bondi, bossi, tremonti, storace…

    C’è così tanta gente che si ritiene più stupida di simili personaggi?


  2. A. ha scritto:

    Bel blog. A.


  3. luca ha scritto:

    Gli efetti negativi del risultato referendario vanno ahimè ben aldilà delle già nefaste conseguenze legate all’applicazione integrale (integralista?) della legge che si voleva abolire.
    In relazione alla natura complicata della materia, credo anche io che non sia un ragionamento che tenga perchè riguarda aspetti rilevanti della vita di coppia, al limite si può affermare che la formulazione dei quesiti potesse essere fumosa, e a questo proposito non si capisce perchè la Corte non abbia preferito un unico quesito che abolisse la legge in toto piuttosto che più quesiti che non potevano non confondere ulteriormente le acque.
    La vittoria del fronte astensionista è la vittoria della partecipazione diretta della chiesa cattolica che, attraverso l’opera della cei e del cardinale ruini, è riuscita in quello che non le riusciva da almeno un trentennio.
    Mi riferisco alla capacità di ricomporre sotto un unico ombrello un variegato mondo cattolico, mai fino ad ora cosi diviso e trasversale nella società, facendo questo per la prima volta senza la mediazione diretta di un partito, la DC , da sempre deputata a mediare tra le due sponde del Tevere.
    Situazione questa venutasi a creare gravida di conseguenze in termini politici:renderà meno laiche e più confessionali le posizioni dei conservatori italiani, ora teo-con ,vedi ad esempio i malumori interni ad AN, ed ha consacrato la fine dell’istituto referendario cosi come l’abbiamo conosciuto noi e cosi come l’hanno concepito i nostri padri costituenti, nel voler fornire i cittadini di un altro importante strumento di democrazia diretta accanto a quella indiretta esercitata nel diritto dovere di voto… altro che popolo bue non in grado di esprimersi…
    Uno strumento importante ormai entrato in crisi per lo sfruttamento intensivo ad opera dei pionieri dell’antipolitica nell’ultimo decennio: Segni, Occhetto, Pannella & co.


  4. Maloroso ha scritto:

    Non sono del tutto convinto che la chiesa cattolica sia in effetti riuscita a ricomporre il mondo cattolico. Penso sia riuscita piuttosto a sfruttare subdolamente alcune caratteristiche diffuse nella società: pigrizia, menefreghismo, tendenza ad obbedire ad una qualsiasi autorità senza porsi domande.
    Indubbiamente la chiesa ha ottenuto il proprio scopo, ma non l’ha ottenuto convincendo gli elettori delle proprie ragioni, bensì facendo leva sui loro difetti.
    Questo atteggiamento da parte della stessa chiesa che occasionalmente lamenta il crescente disimpegno civile, e che ne pagherà lo scotto la prossima volta che dovrà cercare di mobilitare i propri fedeli a _fare_ qualcosa anziché a _non fare_ e si troverà di fronte solo gli sguardi inebetiti di chi da troppi anni ascolta gli inviti delle autorità a restare a casa e lasciar decidere agli altri (ed allora, naturalmente, sarà colpa della secolarizzazione, del relativismo, del comunismo o del capitalismo… ad libidum).


  5. Otorina ha scritto:

    Concordo pienamente

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