Ciampi bis? No, grazie
In mezzo a tutto quello che sta succedendo dal giorno dopo le elezioni, con la Cdl che, per bocca di Berlusconi ma con la complicità più o meno passiva di Fini, Casini e adesso anche della Lega, non ne vuole sapere di schiodarsi dalle poltrone e ammettere di aver subito una sconfitta, c’è un vuoto di reazione preoccupante da parte del Presidente della Repubblica.
Ciampi ha già detto chiaramente che non sarà lui ad affidare l’incarico a Prodi per formare il nuovo governo. Mi pare che questa presa di posizione, nel clima pesante che si è creato, con qualcuno che comincia a parlare, e non senza qualche ragione, di golpe, sia da giudicare quantomeno politicamente scorretta e certamente non distensiva e chiarificatrice.
La decisione del Presidente di non esercitare le sue prerogative costituzionali lo pongono di fatto in una posizione connivente con chi sta tentando di intorbidire le acque. Al Presidente della Repubblica è vietato sciogliere le Camere negli ultimi sei mesi del mandato, ma niente gli vieta di affidare l’incarico per formare il nuovo governo, soprattutto in un clima tanto teso.
Se ritiene di non avere più l’autorità per farlo, se crede di essere un Presidente dimezzato, farebbe meglio forse a dimettersi.
E bene fa chi cominciare a chiedersi se la rielezione di Ciampi sia la strada giusta da seguire.



