Non c’è posto per i laici
Chiunque ha il diritto di esprimere il propio pensiero su qualunque argomento, tanto il Papa quanto il presidente iraniano, il contadino del Punjab o il professore di filosofia dell’Università di nonsodove. Chi usa questo diritto fondamentale ha però l’obbligo di accettare che il proprio pensiero possa essere interpretato, discusso e criticato, anche in maniera aspra, e non può nascondersi dietro il fatto di essere Papa, presidente, contadino o professore per ripararsene.
Nessuno dovrebbe essere imprigionato, censurato, picchiato, minacciato o ammazzato per le idee che professa o per le critiche che muove.
Non mi preme quindi discutere del fatto se sia lecito o opportuno che il Papa abbia espresso le sue riserve sull’occidente prima e sull’Islam poi. Però non posso fare a meno di leggere i suoi discorsi e fare una considerazione.
Il 10 settembre, a Monaco, aveva sostenuto che ‘Le popolazioni dell’Africa e dell’Asia ammirano le nostre prestazioni tecniche e la nostra scienza, ma al contempo si spaventano di fronte ad un tipo di ragione che esclude totalmente Dio dalla visione dell’uomo”.
Il 12 poi c’è stato il noto discorso che ha scatenato le polemiche con l’Islam.
Mi pare che il senso del ragionamento di Benedetto XVI sia, alla fine, abbastanza chiaro: ci si può mettere d’accordo con l’Islam in funzione anti-occidentale, ma tenendo sempre ben presente che la religione cattolica è la sola alternativa possibile al caos.
In questo disegno il ruolo riservato ai laici diventa pressocchè inesistente: dimostrata la loro incapacità nel costruire una società che non metta paura ai timorati di Dio, è bene che si adeguino senza discutere troppo.
Laico avvisato…




capemaster ha scritto:
infatti, le iniziative “perloccidente” e il resto, secondo me rischiano di acuire e fare da grimaldello laico alla iniziativa, CALCOLATISSIMA, del Papa.
Detto questo per l’ultimo episodio sono d’accordo, mio malgrado, con BXVI
Carmelo ha scritto:
Quoto Cape.
Sta cercando di annullare il ruolo dei laici arrivando a negarne l’esistenza stessa.
Anche se, ammettiamolo, è proprio questo il suo compito.
Katecata ha scritto:
Se si parte dal discorso tenuto dal Papa nell’Università di Regensburg,e per cui, come direbbe Dante,”tanto reo tempo si volse”,l’oggetto della relazione è il rapporto tra fede e ragione,così come il Pontefice ricorda di averlo vissuto ai tempi in cui era docente nell’Università.
Nel parlare di questo argomento,Benedetto XVI sostiene “in primis” che la ragione è la base indiscussa su cui si deve e si può edificare la fede, e, anche chi non aderisse alla fede, dovrebbe non allontanarsi mai dall’esercizio della ragione.
A tal proposito cita uno studio del prof. Khoury, in cui viene riportato un antico discorso che ebbe luogo alla fine del XIV secolo, tra un Imperatore bizantino,Manuele II Paleologo, e un Persiano colto.
I due parlavano dei testi sacri più famosi,Antico Testamento(Bibbia),Nuovo testamento(Vangelo) e Corano, e ne discutevano pregi e difetti.
L’Imperatore mette in evidenza che all’inizio del Corano Maometto aveva detto nella Sura 2,256,:”Nessuna costrizione nelle cose di fede”,mentre in seguito parlerà di “Guerra Santa”, la famosa “Jihàd”.
L’Imperatore si mostra molto duro su quest’argomento,in modo,dice il Papa,”da stupirci”.
Perciò Egli si mostra in disaccordo con la durezza dell’antico Imperatore, ormai morto e sepolto,e sottolinea che esso condannava la violenza perpetrata allo scopo di diffondere la religione, “perchè Dio non si compiace del sangue”.Bisogna agire insomma secondo ragione se si vuol condurre qualcuno alla fede.
Ho detto questo perchè nel discorso del Papa non c’è traccia dei laici nè del posto che essi occupano: perchè mai siete tutti convinti che “non c’è posto per i laici”?
VORREI CHE ME LO SPIEGASTE:
grazie.
Kate Catà(Katecata).
Giamo ha scritto:
@Katecata
I due discorsi del Papa che citavo nel post sono, a mio parere, solo un tassello nel disegno che Benedetto XVI va tracciando da prima che diventasse Papa, e quindi non credo che vadano scissi da quanto ha sostenuto in precedenza.
Comunque, se per laicismo intendiamo, come io intendo, “quella filosofia del dubbio che rifugge da tutte le certezze aprioristiche e le verità trascendenti acquisite una volte per tutte”, mi pare sia difficilmente conciliabile anche con i due discorsi del 10 e del 12 settembre.
Nel primo caso il Papa criticava la “ragione che esclude totalmente Dio” (riferendosi quindi alla ragione di tradizione illuminista) e la indicava come la causa del timore che le popolazioni dell’Africa e dell’Asia hanno nei confronti dell’occidente.
Nel secondo caso, quando il Papa parla di ragione al singolare, come faceva notare Filippo Gentiloni sul Manifesto qualche giorno fa, non fa altro che riproporre un concetto di ragione “depurato” da tutto il processo culturale moderno, che va dalla Riforma protestante all’Illuminismo e al pensiero contemporaneo. Per il laico, più che di ragione al singolare, dovrebbe essere corretto parlare di “ragioni” al plurale.
In fondo ha ragione Carmelo quando dice che, alla fin fine, questo è il lavoro del Papa. Nel senso che le posizioni appaiono realmente poco conciliabili.
Con una differenza importante: mentre una società basata sul pensiero laico possiede gli strumenti per far convivere al suo interno anche quelle forme di pensiero che negano il principio del dubbio (come la religione), altrettanto non può dirsi per la religione stessa (o per uno stato etico in genere) che, in quanto pensiero “assoluto”, tende alla esclusione, alla negazione dell’altro e al rifiuto del dialogo.
Katecata ha scritto:
Io ritengo che,nel panorama attuale delle Religioni del mondo, se c’è una religione tollerante, che lascia liberi di credere o no, quella è il Cristianesimo.
Si può accettare il messaggio del Cristo o si può respingere: non verrà nessuno a condannarti se non hai osservato la Quaresima o il digiuno del Venerdì Santo.Il fatto resta un problema tuo, che devi risolvere “in foro interno”.
E’ certo però, che nel momento in cui si aderisce “in toto” al Cristianesimo, come del resto avviene per qualunque religione o ideologia, bisogna essere coerenti con i principi cui si ispira:
ben lo sostiene Carmelo, quando dice che il Papa”fa il suo mestiere”: e quale altra verità dovrebbe affermare, se non quella del Cristianesimo?
Non mi pare che la Chiesa dei nostri giorni si basi su un “pensiero assoluto” :certo, sulle verità di fede non si può e non si deve transigere, ma questo avviene anche se si tratta degli articoli della Costituzione italiana!,nè che essa pratichi la “negazione dell’altro”: ricordiamoci degli ebrei accolti in Vaticano durante la Seconda Guerra Mondiale, dell’accoglienza ai Palestinesi e ad Arafath,delle assemblee di Assisi con i rappresentanti di tutte le religioni e delle preghiere fatte in comune con essi, il che non mi sembra nemmeno “il rifiuto di un dialogo”.
Per finire, certo il laicismo nella sua accezione più rigorosa è anche ateo, e non è poi così tollerante di chi crede come si potrebbe pensare.Un laico spesso irride i credenti, e rifiuta di considerare valida ogni cultura permeata di religiosità, col che mostra i limiti della sua tolleranza.
raser ha scritto:
Io comincio ad avere il dubbio che il Papa voglia approfittare del clima di terrore e rifiuto verso l’Islam causato dal fondamentalismo nella sparanza che questo spinga gli occidentali a riavvicinarsi al Cristianesimo. Il che è legittimo, per carità, purchè il ritorno alla fede religiosa non coincida con un ritorno all’intolleranza verso chi religioso non è (ci sarebbe poi il capitolo delle libertà civili, riscoperchiato da Piergiorgio Welby…)
giamo ha scritto:
@Katecata
Non mi pare che il “pensiero assoluto” della chiesa si esprima oggi solo sulle verità di fede.
Molti, forse troppi a mio avviso, sono stati gli interventi e le pressioni da parte della gerarchia cattolica su argomenti che verità di fede non sono, o se lo sono, dovrebbero valere solo per chi ha fede e non per tutti.
Su quanto affermi sul laicismo non sono d’accordo. Non mi pare necessaria l’identificazione tra laici e atei. Esistono, e sono esistiti in passato, laici credenti.
Le accuse di intolleranza che muovi ai laici credo che vadano rivolte ad un errato concetto di laicismo. Se per laicismo si intende quello che citavo nella mia precedente risposta, allora non vedo come il laico possa essere intollerante.
@raser
E’ lo stesso timore/sospetto che ho io.
Sull’eutanasia, e in generale, sulla questione delle libertà civili, sono convinto che sia necessario affermare il principio secondo cui chi non appartiene a nessuna chiesa non possa e non debba subire le conseguenze di una visione etica della vita e della morte che non condivide.
Camelot Destra Ideale ha scritto:
Io dico solo una cosa, semplice e banale, ma da cui noi laici si deve partire, per confrontarci con i cattolici: il Papa per un credente è il Vicario di Cristo, e questo va sempre tenuto a mente…e ciò di cui parla, non può essere ridotta a mera opinion, è Fede, qualcosa in più di una semplice opinione…si deve partire da questo, se si vuole un confronto…anche perchè il Papa, mi sia consentito, fa “il suo mestiere”…altro non potrebbe fare…nè altro potrebbe dire…
giamo ha scritto:
@Camelot
Non sono d’accordo. O almeno, se e quando il Papa parla di verità di fede allora hai ragione tu. Ma quando si esprime su politica, etica e quant’altro non sia una questione di fede, allora diventa un soggetto come un altro che esprime le proprie idee e le proprie valutazioni. E in quanto tale, la sua posizione può essere sottoposta a critica da parte di chiunque.