Meglio senza
La riflessione che svilupperemo nelle pagine seguenti è volta a ricostruire un’insieme di argomentazioni che contestano l’affermazione se Dio è morto tutto è possibile.
[...] Opponendoci a tale affermazione, possiamo trovare nei nostri sentimenti, nelle nostre esperienze e riflessioni una chiara indicazione che soltanto quando gli esseri umani hanno messo da parte – per così dire sepolto – Dio riescono a vivere pienamente e nella giusta direzione le richieste riguardo alle loro vite che derivano dall’esigenza di essere morali e di fare ciò che è giusto, buono e doveroso.
Questo lo scopo del libro Un’etica senza Dio di Eugenio Lecaldano.
Saggio interessante e utile anche per districarsi all’interno del dibattito in corso, in Italia e non solo, tra laici e cattolici, o, più in generale, tra chi ritiene di dover fondare le proprie categorie etiche sulla base di un sentimento religioso e chi, al contrario, ritiene di poterle rintracciare nell’uomo e nella sua storia.
La prima parte del libro è dedicata a demolire la tesi secondo la quale solo attraverso l’affermazione dell’esistenza di Dio l’uomo possa esprimere una vita morale.
Vengono qui contestate e confutate le teorie che fanno dipendere l’etica dalla rivelazione di Dio, da Dio come autore della natura, dal comando divino.
La seconda si occupa invece di dimostrare come sia possibile, se non addirittura necessario, costruire un’etica senza alcun riferimento a Dio:
La capacità degli esseri umani di farsi guidare da distinzioni tra bene e male, giusto e ingiusto, virtuoso e vizioso è radicata nella loro natura biologica.
[...] L’etica non è altro che una pratica volta a risolvere le questioni di interazione privata e pubblica tra gli uomini e su questa terra.
L’etica, non più basata su un Dio, trarrà la propria forza dalla ragione:
E’ la ragione ciò che ci permette di apprezzare la superiorità di un punto di vista che non esprima o tuteli l’interesse particolare nostro o di qualcuno, ma costituisca piuttosto la regola, la norma, che esprima e tuteli l’interesse di tutti.
Particolarmente interessanti mi sembrano le pagine in cui Lecaldano si occupa di come la morale fondata su Dio unisca in maniera illiberale morale e diritto:
Chi intende la moralità come una serie di comandi assoluti provenienti da Dio non può accettare che le leggi dello Stato facciano valere ciò che è errato o moralmente falso.
[...] Siamo liberi di considerare la nostra morale un’ideale di virtù da difendere, ma questo non comporta che possiamo pretendere di imporla a tutti gli esseri umani.
Al contrario, solo una concezione laica del diritto, che tenga separate la morale dalla legge, consente
di mostrare la legittimità della pretesa di diverse persone ad avanzare dei diritti morali collegati a condotte niente affatto simili tra loro, senza che la legge possa privilegiare nessuna di queste condotte e svolgendo soltanto la sua precipua funzione negativa che è quella di garantire la libertà morale di tutti.
Bene farebbero molti a riflettere, in particolare dopo recenti fatti di cronaca, sulle conclusioni di Lecaldano:
nel tempo di una piena secolarizzazione e naturalizzazione dell’etica, la riflessione sulla morale non potrà che fare un passo indietro e abbandonare la pretesa di indicare a tutti gli individui ciò che è assolutamente bene o giusto fare.
Sul libro c’è stata una interessante discussione qui.




capemaster ha scritto:
Grandissimo libro e lucidissimo.
Il mio libro del 2006!
moltitudini ha scritto:
Questo, assieme a “babbo natale gesù adulto”, è un acquisto in programma.
Grazie per la bella recensione.
Anche se..coi tempi che corrono..perle ai porci.
pibua ha scritto:
Deve essere un libro davvero molto interessante…lo mettero nella lista dei prossimi acquisti.
Grazie della recensione
Ciao
Stefania
Tisbe ha scritto:
Io credo che un’Etica senza dio, non solo sia possibile, ma sia anche auspicabile