Puliti dentro

Cesa raggiante e sorridente all’uscita dal test antidroga, di mercoledì mattina e dopo essere stato avvisato con largo anticipo, mi ricorda una vecchia zia che nei giorni che precedevano i suoi esami del sangue mangiava senza zucchero e senza sale, considerandoli non tanto un controllo quanto una prova da superare con successo.

L’aspetto intollerabile della farsa messa in scena ieri mattina davanti a Montecitorio non sta nel moralismo bacchettone di Casini, Volontè, Buttiglione e compagni ma nel tentativo di spettacolarizzare il tema al solo scopo di rendere populisticamente appetibile e accettabile il principio repressivo e proibizionista.

Che un parlamentare possa usare droghe o andare a puttane, per dirla con delicatezza, non mi scandalizza.

Mi infastidisce, e tanto, che l’etica si trasformi, nelle mani di qualcuno, in una clava.

E mi rattrista constatare come certa sinistra (?) si lasci trascinare, in alcuni casi, ma sia assolutamente coinvolta e consapevole, in altri, in questo gioco al ribasso sulla nostra intelligenza.

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Un commento


  1. raser ha scritto:

    Qualcuno della sinistra potrebbe pigliare l’elenco dei “volontari testati” e “sfidarli” al test sul capello, o ad accettare un vero esame del sangue a sorpresa, per poi pubblicare le risposte.

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