Ultima spiaggia

Alla fine è arrivata la richiesta dei giudici: 8 anni di carcere a Totò Cuffaro, presidente della Regione Sicilia, per favoreggiamento a Cosa Nostra. Nello stesso momento gli avvocati difensori di Cuffaro hanno chiesto di spostare il processo in un altra sede a seguito delle polemiche scoppiate tra i pm e i vertici della Procura a Palermo.

Dice qualcuno che non è possibile delegare alla magistratura un ruolo politico. I giudici dovrebbero valutare se un fatto è anche un reato e condannare chi ha lo ha commesso oppure assolvere se quel fatto non è stato commesso o se il fatto non è un reato.

Compito della politica in questa vicenda dovrebbe invece essere quello di interpretare i fatti non solo in senso giuridico ma anche, e forse soprattutto, etico e storico: è opportuno che un uomo politico che rischia di essere condannato per favoreggiamento alla mafia continui a fare il presidente della Regione (o il sindaco, o il parlamentare, o il ministro, o il segretario di partito ecc.)?

La stessa domanda, forse, sarebbe il caso che ce la ponessimo tutti quando andiamo a votare.

Cuffaro ha sostenuto che il popolo lo ha assolto riconfermandolo alla guida della Regione, nonostante il processo fosse già in corso e preferendolo ad una persona come Rita Borsellino. Silvio Berlusconi gli ha espresso solidarietà dicendosi certo della sua innocenza.

E’ triste doverlo ammettere ma, a questo punto, mi sa che non ci resta altro che sperare nei giudici.

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5 commenti


  1. riverinflood ha scritto:

    Se 8 anni vi sembran pochi, mandiamolo a lavorare dentro qualche miniera, oppure a fare il comicazzo da strapazzo per qualche tv da avanspettacolo. La verità è che questo popolo siciliano di cui faccio parte ha sei facce come il caciocavallo e quando non sta col re sta con l’imperatore, o col vescovo, o col padrino. Ma masi con sé stesso.


  2. Cristian ha scritto:

    Per conto mio, Silvio doveva starsene zitto.
    Faceva più bella figura.


  3. Fulippo ha scritto:

    Ho come la triste sensazione che anche se richiesti questi anni non si trasformeranno mai in una condanna.

    ..spero solo che sia una sensazione..


  4. moltitudini ha scritto:

    mmh..io stavolta sono un po’ perplesso.
    Sai che mi frega di difendere Cuffaro..ma la questione è il principio.
    La richiesta di un pm non è una condanna, e -per quanto spiacevole esso sia -non può valere di più del voto che ha eletto chicchessia.


  5. giamo ha scritto:

    @moltitudini
    Sono d’accordo con te. Il mio intento non voleva essere giustizialista.
    Quella che ponevo era una questione di opportunità politica. E rimango convinto che non sia opportuno che un indagato per mafia continui a guidare una regione come la Sicilia.
    Cuffaro avrebbe dovuto dimettersi fin da quando era indagato e certo non avrebbe dovuto ripresentarsi (e non avrebbe dovuto essere ricandidato) con un processo per mafia in corso.

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