Un’ombra ci seppelirà
Fino a qualche mese fa il tormentone era “io corro da solo”. E tutti sembravano presi dal sacro fuoco della corsa solitaria. Oggi è il governo ombra.
Quando leggo che anche in Sicilia il PD intende varare il governo ombra (ma nel pieno della disponibilità al dialogo, sia ben chiaro) non posso fare a meno di pensare che, presto, avremo il sindaco ombra (che, sempre per rimanere in Sicilia, ad esempio a Palermo, dove il sindaco, quello vero, non è altro che l’ombra di se stesso, significherebbe avere l’ombra di un’ombra), il consigliere di quartiere ombra, l’amministratore di condominio ombra ecc.
Una sola cosa pare però differenziare il governo vero dalla sua ombra veltroniana: che l’uno governa e l’altro si limita a fare di si con la testina.
Berlusconi fa il pacchetto sicurezza? L’ombra dice che era tutto già stato scritto da Amato. Bossi parla e straparla di federalismo? L’ombra trasforma il proprio partito in “federalista all’interno di un’Italia federale“. Maroni vuol cacciare i rom e gli immigrati? L’ombra dice che lui l’aveva già fatto e pensato prima.
E l’opposizione? Di quella non se ne vede nemmeno l’ombra.



