Liberi di dire

A margine della vicenda dell’aggressione fascista alla Sapienza, c’è un aspetto che andrebbe affrontato e approfondito. E cioè se sia lecito o meno vietare uno pseudo-dibattito, per quanto revisionista e negazionista questo possa essere, all’interno dell’Università o, in generale, su un qualsiasi mezzo di comunicazione o luogo pubblico.

Se dovesse passare la logica del divieto, il risultato sarebbe un grave e pericoloso indebolimento del diritto di esprimersi di ognuno.

Il rischio che si corre, tipico peraltro dei processi e degli atti di censura, è quello di demandare ad una qualche autorità, non meglio identificata e definita, il giudizio su cosa sia o no lecito dire e, quindi, pensare. E vedersi riconosciuto o negato quel diritto in base agli orientamenti e alle convenienze del momento.

Va difesa la libertà di espressione di chiunque in quanto questa è la base della libertà di espressione di ciascuno, a prescindere dal contenuto espresso e per quanto questo possa essere abberrante, violento, rozzo, insulso e inconcludente. Quindi anche quello di Forza nuova e di Roberto Fiore.

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3 commenti


  1. Mario ha scritto:

    Su questa questione penso che se compagni si mobilitano e riescono ad impedire che fascisti entrino all’università questo sia un fatto politico, di militanza ed un risultato contro una logica omologante e revisionista che trova in quei signori degli utili idioti.
    In quanto tale è un fatto che deve essere difeso.


  2. clumsy ha scritto:

    sono nella sostanza d’accordo con mario: la censura solitamente cade dall’alto e in questo caso direi che si tratta di dissenso, che una volta tanto avrebbe avuto un risultato.
    purtroppo ha avuto anche altre conseguenze: ritorsione e repressione da parte di amichetti di quelli stessi che avrebbero dovuto parlare all’Università.


  3. giamo ha scritto:

    @Mario @clumsy
    Quindi se domani venisse organizzata una conferenza (o una mostra d’arte, o la proiezione di un film o di un documentario, o una qualunque altra forma di espressione) e ci fosse un dissenso tale da impedirne lo svolgimento, giudichereste con ragionamenti simili l’accaduto?
    Io credo che, proprio per distinguersi dai metodi di azione tipici dei fascisti, quello che bisogna criticare, respingere, contrastare e rifiutare sia il contenuto del pensiero, non l’atto stesso di esprimerlo.

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