In nome della legge
Una maggioranza arrogante, prepotente, autoritaria e paternalistica, sempre più in preda ad un delirio di onnipotenza, ha stabilito che tutti noi siamo incapaci di decidere cosa fare del nostro corpo e della nostra vita e, quindi, si prende la briga (e di certo il gusto, per dirla con De Andrè) di farlo al nostro posto.
Politici, medici e preti saranno liberi di mettere le loro mani sui e dentro i nostri corpi, di intubarli, di aprirli e chiuderli a loro piacimento.
La dichiarazione di volontà eventualmente espressa è carta straccia, non degna di essere presa in considerazione e ignorata in forza di un principio ideologico e fideistico, la sacralità della vita, non condiviso.
Si allarga sempre di più la strada attraverso la quale diventa possibile imporre scelte morali di alcuni a tutti, in nome della legge.




FulviaLeopardi ha scritto:
che schifo!