Stato di minorità
Si torna a una forma di privatizzazione dell’interruzione di gravidanza. All’inizio si è legalizzato l’aborto proprio per toglierlo dalla clandestinità, ora il medico se ne lava le mani e il peso di coscienza ricade sulla donna
Eccolo, nelle parole di Elio Sgreccia, presidente emerito della Pontificia Academia pro Vita, il vero motivo della opposizione cattolica all’introduzione della Ru486 in Italia.
Quello che proprio non riescono ad accettare è che le donne possano essere lasciate libere di decidere, senza che un uomo, sia esso prete, medico, padre o fratello, abbia alcuna voce in capitolo su quella decisione.
La reale posta in gioco è il controllo sul corpo delle donne e la determinazione (delle chiese, ma non solo) a mantenerne la gestione.



