Terreno fertile

Alla fine Dino Boffo ha dato le dimissioni e, questa volta, pare che siano state accettate.

Vittorio Feltri, il Giornale e Silvio Berlusconi possono andare fieri del risultato raggiunto. Che non sta, naturalmente, solo nelle dimissioni, ma anche, se non soprattutto, nella affermazione di un potere di rivalsa e di vendetta contro chi osi mettere in discussione e criticare il capo del governo.

E’ convincente la lettura della vicenda che ha dato qualche giorno fa Vittorio Zambardino: l’attacco al direttore di Avvenire si è potuto consumare solo perché in Italia c’è una clima culturale omofobico che permette di utilizzare l’orientamento sessuale delle persone come se si trattasse di un manganello per picchiarne e distruggerne la credibilità personale e la correttezza professionale.

Però quel clima in molti l’hanno alimentato e fomentato. E gran parte del mondo di riferimento dello stesso Avvenire (chiesa, gerarchie cattoliche, Cei) non può certo considerarsi del tutto estraneo di fronte alla dichiarazione di guerra santa contro il disordine morale che sarebbe rappresentato dall’omosessualità.

Insomma, chi ha contribuito a preparare il terreno alla facile vittoria di Feltri e compagni avrebbe tanto di che riflettere sulle proprie colpevoli responsabilità, e non dovrebbe potersene lavare le mani con una semplice e generica dichiarazione di sostegno e vicinanza.

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