Ma non erano comunisti pure i padri?
In tutto il dibattito che si è aperto subito dopo la bocciatura del Lodo Alfano da parte della Corte Costituzionale c’è da registrare, tra le altre cose, uno strano slittamento comunicativo e semantico.
Fino a pochi mesi fa Silvio Berlusconi, e dietro di lui tutti i suoi seguaci, parlava della Costituzione come di una sorta di vecchio ingombro da modificare al più presto e aggiungeva
la Carta è una legge fatta molti anni fa sotto l’influenza della fine di una dittatura e con la presenza al tavolo di forze ideologizzate che hanno guardato alla Costituzione russa come a un modello da cui prendere molte indicazioni
Insomma la Costituzione era roba obsoleta e in larga parte inutile e chi contribuì a scriverla era, tra l’altro, un gruppo di temibili comunisti che guardavano all’Unione Sovietica come modello da cui trarre spunti e ispirazione.
Dando un’occhiata alle dichiarazioni di oggi di molti esponenti della destra, quelli che fino a ieri erano pericolosi comunisti riuniti attorno ad un tavolo intenti a scopiazzare la Costituzione russa si sono, improvvisamente e come per magia, trasformati in “Padri costituenti”.
Come mai? Non sarà per caso che quella espressione tanto altisonante e rispettosa serva per profumare ed addolcire (o, magari, lubrificare) la parola che le mettono sempre accanto: immunità?



