Esami e patenti
A proposito della cittadinanza agli stranieri, Francesco Rutelli, in una intervista rilasciata al Giornale, dice:
penso che l’esperienza debba spingerci verso un percorso – tipo una “patente a punti” – al termine del quale c’è la cittadinanza italiana. Niente di burocratico, o assoggettabile a corruzione. Ma, certo, occorre anche una “dichiarazione di laicità”. Che valga per tutti, e serva per separare esplicitamente il comando religioso dai doveri verso la Repubblica
Probabilmente almeno il 90% dei politici italiani, a cominciare dallo stesso Rutelli, dovrebbe essere privato della cittadinanza italiana se il principio valesse anche per loro.
Così come la maggioranza degli italiani si ritroverebbe in condizione di clandestinità se dovesse superare gli esami di conoscenza della storia e della cultura italiana ed europea, come richiesto agli stranieri dal disegno di legge in discussione. A cominciare dal tristemente famoso figlio di Bossi, Renzo la trota, pluribocciato agli esami di maturità ma, nonostante tutto, ancora cittadino italiano.




pinoro ha scritto:
Ruttelli(con due t) come Formigoni come Casini parlano di laicità senza sapere di fare rutti.
dacia valent ha scritto:
pezzo favoloso.
il problema è che non siamo nella “repubblica del ragionevole”, bensì nel “regno del velinume” soprattutto politico.
Tieni duro compagno, che a colpi di telecomando riuscirebbero a fare di te un tifoso ultrà o un consumista compulsivo.
baci, iaia