Garantisce il garante?

Giorgio Napolitano, bontà sua, ci fornisce l’interpretazione autentica del suo pensiero e scrive, sul sito del Quirinale, a proposito del decreto salvaliste:

non era sostenibile che potessero non parteciparvi [alle elezioni regionali] nella più grande regione italiana il candidato presidente e la lista del maggior partito politico di governo, per gli errori nella presentazione della lista

Sembrerebbe quindi abbastanza chiaro che la scelta di firmare sia stata presa a seguito di un ragionamento e di una valutazione più politica che guiridica cosa, forse, che va oltre il suo, presunto, ruolo di arbitro e garante.

Ma, soprattutto, come mai Napolitano, nella lettera, parla solo della Lombardia dove, a detta di Roberto Formigoni, non c’era nessuna necessità dell’aiutino e non della questione Lazio, dove il decreto ha stabilito la riapertura dei termini di presentazione delle liste, modificando di fatto le regole quando il gioco era ancora in pieno svolgimento, se non addirittura quasi alla fine?

E ancora, se la Polverini dovesse perdere le elezioni nel Lazio, chi ci assicura che la maggioranza e il suo nobile condottiero non decidano di far decadere il decreto, annullandone qualunque effetto (art 77 Costituzione), anche quello del risultato elettorale? Garantisce Napolitano?

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